Esplosione Rieti, scopre la morte del fratello, tragedia

“L’autocisterna si è trasformata in una bomba”: così il questore di Rieti, Antonio Mannoni, ha commentato l’esplosione del distributore di benzina nei pressi di Borgo Quinzio in cui sono morte due persone e altre 18 sono rimaste ferite. Ad accompagnarlo in auto sul luogo del disastro è stato il fratello del pompiere Stefano Colasanti, una delle vittime, scoprendo la tragedia proprio all’arrivo nella stazione di servizio.

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Identificata la seconda vittima – Intanto è stata identificata anche la seconda vittima dell’esplosione. Si tratta di Andrea Maggi, 38 anni, di Montelibretti (Roma). La sua auto, un’Opel Corsa, è stata trovata nei pressi dell’area di servizio. I carabinieri hanno già effettuato il prelievo del Dna dal fratello del 38enne e il responso dell’esame è atteso a breve.

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Cani avvelenati a Poviglio, patteggia un anno e 4 mesi questa e´l´Italia

Poviglio (Reggio Emilia), 6 dicembre 2018 – Un anno e quattro mesi di reclusione. E’ la sentenza scaturita dal patteggiamento in tribunale a Reggio di un uomo residente a Poviglio, accusato di aver gettato in un cortile privato dei bocconi avvelenati, capaci di uccidere un cane, intossicandone gravemente degli altri.

Era accaduto a Poviglio. La vicenda non si era fermata ai commenti negativi contro l’avvelenatore, ma era stata presa a cuore dal nucleo tutela animali della polizia municipale della Bassa Reggiana, con indagini condotte dal dirigente Davide Grazioli e dall’agente Anna Maria Ribezzo, che avevano portato a scoprire l’autore degli avvelenamenti. Evidenti le prove raccolte contro il sospetto: nella sua abitazione erano state rinvenute sostanze compatibili con i veleni che erano emersi dall’autopsia dei cani rimasti vittime dei bocconi fatali.

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I lanci degli stessi bocconi avvenivano attraverso una fionda professionale, capace di gettare oggetti a notevole distanza. Ne avevano fatto le spese i cani del proprietario di un ampio cortile privato, che ospitava gli animali. Alcuni – come Kira e Maya – si erano salvati grazie al tempestivo intervento del veterinario. Ma non tutti ce l’avevano fatta. Inevitabile il rinvio a giudizio, chiesto e ottenuto dal pm Giacomo Forte. E ora è arrivata la sentenza, con il patteggiamento a un anno e quattro mesi di reclusione, oltre alla somma che sarà richiesta per risarcire i danni alla parte lesa.